kayoga brescia

L'associazione Sportiva Dilettantistica Kayoga nasce nel 2016 nel cuore della città di Brescia, a due passi dalla stazione ferroviaria e dalla metropolitana.

Con il passare del tempo Kayoga è diventato un centro polivalente che promuove oltre allo yoga altre discipline, come: Tai Chi Chuan, Jiu Jitsu Brasiliano, Capoeira etc.


Nella stagione 2018/2019, insieme ad altri insegnanti, nascerà un'altra realtà, all'interno di Kayoga, specifica per la mobilità articolare (Movimento Arcaico, Systema Russo, Locomotion etc), che avrà come obiettivo quello di migliorare e diversificare ancora di più le proposte già esistenti, permettendo a tutti di sviluppare un corpo multifunzionale.


Per informazioni vi invitiamo a contattarci al numero di telefono 388 1168098.

Locomotion

MUOVERE IL CORPO CON SEMPLICITÀ ED   EFFICIENZA" È una pratica che sviluppa l'abilità motoria e rende un corpo più giovane:

  • mobilità articolare a corpo libero
  • esercizi di potenziamento muscolare con l'utilizzo di piccoli attrezzi
  • calisthenics
  • giochi sensoriali
  • capoeira
  • allungamenti (posizioni di Yoga)
  • respirazione

LOCOMOTION

Strategical Fitness

In cosa consiste?
In parole semplici, brevi e chiare: sofisticazione.
Mentre la maggior parte dei programmi di allenamento riguardano il fare “più” ripetizioni, serie, peso etc…aggiustando solo variabili come volume, velocità, durata, il NTS–Neurologial Training System- richiede un progresso nella complessità degli esercizi: ogni protocollo sviluppa efficienza neuromuscolare, che ci prepara per il prossimo livello. Il vostro sistema nervoso viene obbligato ad evolversi, a diventare più “furbo” e più efficiente mano a mano che si progredisce. In aggiunta a ciò, il cosiddetto “Effetto dell’allenamento complesso” –CTE in inglese, Complex Training Effect -, provvede ad un altro tocco magico. Il CTE indica che quando si uniscono dei semplici movimenti insieme, l’effetto sinergico è maggiore che non quando gli esercizi vengono eseguiti indipendentemente – come accade in tutte le palestre piene di macchine specifiche per il petto, gambe, braccia etc…
Questo concetto della scuola russa detto “Componenti dell’apprendimento” dice che ogni movimento sia da“mattone” per il prossimo componente. Ciò permette durante l’allenamento ad alta prestazione di fare delle progressioni o regressioni per meglio settare il sistema
nervoso autonomo sotto stress-sforzo.
Sotto un certo livello, ipostress, non c’è adattamento.
Sopra, distress, nemmeno. Solo se ci si allena nella zona detta Eustress, è possibile evolversi migliorando. Questa “miglioria” accade non nei muscoli ma nel metacircuito basale, cioè nel nostro cervello, e resta per sempre.
La scienza sottostante i protocolli detti “strategical”, combina le influenze di allenamento russo “Systema Zdorovye”, con la biomeccanica di Nikolay Bernstein (il padre della biomeccanica russa), che con la sua “Teoria dei componenti di apprendimento” ci porta con prudenza da movimenti semplici a prestazioni fisiche più evolute, sofisticate. Il sistema NTS, piuttosto che allenare in modo “funzionale” o “crossfit” rende funzionale al 100% il corpo poiché il sistema in questione stimola i percorsi neuromotori ed energetici che permettono alla macchina umana di rispondere alla crisi, conflitto e stress.
Nell’applicare i principi dell’aeronautica militare – che richiedono una comprensione dell’effettività in combattimento - ai movimenti corporei, Bernstein ha evidenziato che il corpo si muove in modo molto più complesso di quello tridimensionale, poiché il corpo non si muove solo sui tre piani – triplanare - e nelle tre dimensioni, ma anche in “rotazione”! Ciò da vita ai “6 modalità di libertà del movimento” cioè i 3 raggi triplanari – ondeggiare avanti/indietro, sollevare alto/basso e oscillare destra/sinistra, + i 3 raggi di rotazione – slancio su/giù, rotazione destra/sinistra e rotolamento orario e antiorario.
I protocolli “Strategici” coprono tutti questi raggi motori, non solo, ma ci permettono di lavorare contemporaneamente con una gamma di differenti livelli individuali allo stesso tempo, indifferentemente dal livello del praticante. L’intero gruppo può allenarsi insieme,
dal combattente MMA fino all’atleta da “ufficio”, soltanto aggiustando il livello del protocollo. Nessun è lasciato per strada! E cosa ben più importante non si ha bisogno di attrezzi o macchinari.Tutto è fatto a corpo libero.


FLOWABILITY I

Sono degli esercizi selezionati dagli scienziati russi, portati in occidenti negli anni novanta da Scott Sonnon. Essi hanno con il fine di ottimizzare l'interazione tra vari gruppi muscolari minimizando la vostra fatica-tensione. Questa sequenza ha una caratteristica unica, speciale, che il fitness convenzionale non possiede. Flowability, non chiede di prestare attenzione all'esterno, alla forma fisica che eventualmente si può ottenere da questa pratica, ma all'interno, cioè al cambio qualitativo interno conseguito grazie a degli esercizi esterni. In realtà il suo scopo è risvegliare la capacità di ALLENARSI INTUITIVAMENTE, e per fare ciò bisogna ascoltarsi dentro monitorandosi continuamente mentre si è sotto stress. Sviluppa la capacità di sviluppare l'abilità (flowability), mentre ci si trova sotto grande stress.
La pratica vi deve preparare alla vita. Se praticate in assenza di quelle condizioni che normalmente si trovano nelka vita, poi quando la vita vi incontra tutto ciò che avete praticato sparisce come d'incanto.

Esercizi:
1- Trinity Squad
2- Quad Hoop
3- Sit trough-swoop
4- Mountain cliber
5- Swinging tripod
6- Burpee-dog
7- Spinal rock

Alla fine della prestazione: Ripristino Flowability I:
* 7 posizioni dello yoga (1 minuto per ogni posizione).


FLOWABILITY I: GLI ESERCIZI




FLOWABILITY II

À GROUND ENGAGEMENT cioè l’ingaggio con il suolo, ha come scopo di trasformare il vostro corpo in una struttura capace di interagire con il suolo, cadere/rialzarsi, in modo controllato. Questa abilità non deve esser e sottovalutata poiché è l’abilità di muoversi su più piani-assi dello spazio imparando come l’asse verticale incontra il piano orizzontale, cioè quello del suolo. Questa capacità è di fondamentale importanza per il conseguimento del “Libero Flusso” in campo di alta prestazione atletica.

Il “Flow” è composto da 7esercizi che dovrebbero essere praticati singolarmente fino a che il livello tecnico in una scala che va da 1 a 10 non abbia raggiunto 8, VTP cioè: Valutazione della Tecnica Percepita. Solo in seguito si lavorerà sul disagio percepito, VDP, che in una scala da 1 a 10 non deve mai superare il 3-4, così da evitare di attivare la SPSS, cioè la Struttura Primaria Stimolata Simpateticamente, postura di compensazione che il corpo assume per proteggersi dallo stress eccesivo. Durante la pratica trovare il modo di RILASCIARE il livello di disagio grazie a delle tecniche direspirazione.

Riassunto: Tecnica alta, in una scala da 1 a 10 mai sotto 7-8. Disagio basso cioè mai sopra il 3-4. Solo in seguito si potrà lavorare sulla resistenza, ma prima dovete diventare resilienti allo stress.Quindi dopo che siete sicuri di aver stabilito questa base potete schiacciare sull’acceleratore e andare al vostro livello massimo di VFP, Valore Fatica Percepita che è fissato su 7-8 in una scala che va 1 a 10, cioè l’80% della vostra capacità di resistenza aerobica.

Se avete disagio alto e schiacciate l’acceleratore…”abbiamo un problema!”:

1) aumento dell’ormone dello stress cortisolo che riduce il testosterone il GH o ormone della crescita e il glucagone cosa che aumenta in seguito l’insulina e voi…ingrassate malgrado vi state allenando!

2) Lesione.

3) Attivazione di posture compensatorie, SPSS, Struttura Primaria Stimolata Simpateticamente.

Per esempio, spingere attraverso un dolore non è idea saggia poiché lo rinforza.

Lo stesso accade con una tecnica bassa, diciamo di 4-5 poiché così rinforzate una forma struttura povera.

Ognuno dei 7 esercizi concatenati insieme danno vita a un FLOW continuo. La somma dei benefici dei 7 esercizi eseguiti insieme è maggiore che non se fatti separatamente. Farli tutti insieme richiede circa 1 minuto. Non sembra molto, ma siccome a noi interessa la pratica del “Principio delle complessità meccanica” che da vita al CTE cioè “Effetto della meccanica complessa” che sviluppa l’efficienza neuromuscolare rendendo il nostro sistema psicofisico più…furbo. Il CTE indica che quando si uniscono dei semplici movimenti insieme, l’effetto sinergico è maggiore che non quando gli esercizi vengono eseguiti indipendentemente – come accade in tutte le palestre piene di macchine specifiche per il petto, gambe, braccia etc…- A ciò va aggiunto il concetto della scuola russa detto “Componenti dell’apprendimento”: che ogni movimento sia da “mattone” per il prossimo componente.

Non sembra molto, ma siccome a noi interessa la pratica del “Principio delle complessità

meccanica” che da vita al CTE cioè “Effetto della meccanica complessa” che sviluppa l’efficienza neuromuscolare rendendo il nostro sistema psicofisico più…furbo. Il CTE indica che quando si uniscono dei semplici movimenti insieme, l’effetto sinergico è maggiore che non quando gli esercizi vengono eseguiti indipendentemente – come accade in tutte le palestre piene di macchine specifiche per il petto, gambe, braccia etc…- A ciò va aggiunto il concetto della scuola russa detto “Componenti dell’apprendimento”: che ogni movimento sia da “mattone” per il prossimo componente.

Ciò permette durante l’allenamento ad alta prestazione di fare delle progressioni o regressioni per meglio settare il sistema nervoso autonomo sotto stress-sforzo. Sotto un certo livello, ipostress, non c’è adattamento. Sopra, distress, nemmeno. Solo se ci si allena nella zona detta Eustress, è possibile evolversi migliorando. Questa “miglioria” accade non nei muscoli ma nel metacircuito basale, cioè nel nostro cervello, e resta per sempre. Tutto ciò ci porta poi alla capacità di sapersi muoversi sui “9 gradi di libertà di movimento” - 3 piani, 3 assi, 3 dimensioni. Ogni movimento che il corpo fa verrà manipolato in modo unico e specifico. Quando sarete capaci di eseguirlo in una catena lunga, qualcosa di unico accadrà nel vostro corpo e circuito metabasale ma, dovete farlo senza stop per 14-18 minuti. 3 volte la settimana (ovviamente dopo aver realizzato il punto 1 e 2 detti all’inizio).

LO STAFF DI KAYOGA

Insegnanti

istruttore yoga brescia eduardo de aquino

Eduardo Thomaz De Aquino

L’insegnante Eduardo Thomaz de Aquino ha più di 30 anni d’esperienza nelle attività sportive in palestre in Italia e all’estero, ha attraversato diverse discipline sportive fino a giungere allo Yoga e sucessivamente la cultura del movimento. Si è diplomato presso l’Associazione Internazionale degli Istituti di YOGA – Jyotim (Maestri Renato Turla e Dona Holleman).

Ha frequentato gli insegnamenti di Elizabeth Pauncz (insegnante di yoga americana, per 15 anni allieva di Vanda Scaravelli) ed attualmente segue il maestro Tiziano Grandi (Neurological Training System) con cui ha conseguito diversi diplomi tra cui: Flowability I, Flowability II, Prasara Yoga, Strategical Fitness ecc.

Eduardo inoltre ha insegnato Yoga in diversi paesi extraeuropei, in Brasile, USA, Giappone e Australia.

James Turrini

Nato a Verona, ha iniziato il suo percorso con il calisthenics street workout studiando e certificandosi sotto la guida di Umberto Miletto, ha praticato arti marziali e difesa personale Krav Maga per più di 5 anni. 
Attualmente ha iniziato a seguire la "movement culture" e partecipato a diversi workshop tra cui:

  • Handstand Balance con il ginnasta e artista circense Yuval Ayalon
  • Movimento dell' Arciere Zen sotto la guida del danzatore e coreografo Tom Weksler
È attualmente in formazione con il maestro Tiziano Grandi fondatore del Neurological Training System con cui ha già conseguito diversi diplomi tra cui: Flowability I, Flowability II, Strategical Fitness, Indian Clubbell.

anna merici insegnante yoga brescia

Anna Merici

L’insegnante Anna Merici pratica Hatha Yoga dal 1995 con insegnanti che la avvicinano a metodi diversi (Iyengar Yoga con Agnese Spaziani, Satyananda con Alberto Hoch, Vinyasa Yoga con Denese Cavanaugh e Ashtanga Yoga con Valentina Benedetti). Nel tempo segue anche vari seminari di approfondimento, tra i quali quelli di David Swenson e Kristina Karitinou sulla Prima Serie dell’Ashtanga Yoga e di Anodea Judith sul sistema dei Chakra.

Dal febbraio 2016 pratica con Eduardo Thomaz de Aquino. Nel 2009 si certifica Yoga Alliance (YA 200) per l’insegnamento della pratica del Vinyasa Yoga. Tra il 2012 e il 2014 frequenta il corso in “Ayurveda e Yoga” presso il monastero induista Matha Gitananda Ashram di Savona.

Nel 2015 consegue il titolo di Master Universitario “Yoga Studies” presso Ca’ Foscari a Venezia, occasione in cui approfondisce aspetti culturali della tradizione e della modernità delle pratiche Yoga e si dedica in particolare allo studio dei Sutra di Patanjali con Federico Squarcini e Gianni Pellegrini.
daniele scilingo insegnante tai chi chuan brescia

Daniele Scilingo

L’insegnante Scilingo Daniele si avvicina alla pratica delle arti marziali da ragazzino con il Judo, con il quale si cimenta per alcuni anni. All'età di 19 anni scopre la Kickboxing, una nuova disciplina che fonde la Boxe con le arti marziali - inizia a praticare e a gareggiare.

Dopo alcuni anni passa al Kick jitsu, una fusione di Jiu Jitsu e Boxe (un po' quello che oggi è chiamato MMA). Nel 1994 vince i campionati Italiani nella categoria dei -79 kg. Erano pero già due anni che aveva abbinato agli allenamenti lo studio e la pratica del Tai Chi Chuan.

Dopo aver vinto il campionato italiano decide di abbandonare le gare. Questo perché conobbe Wang Wei Guo, che sarebbe diventato il suo maestro. Oggi, dopo 25 anni di pratica, ha accumulato 1.750 ore di pratica sotto la guida del maestro Wang, ed è un professore diplomato della sua scuola, con 17 anni di esperienza nell'insegnamento di questa antica e nobile arte.

Il significato di Ka

Il termine KA nell’antico Egitto indicava la forza vitale di ciascun individuo. Con caratteristiche individuali molto marcate, costituisce il temperamento e l’insieme delle qualità degli esseri viventi. I greci chiamavano Pneuma, i cinesi Ki, gli indiani Prana o Mana, gli egiziani Ka e ecc.

Il KA che penetra nel nostro corpo, ha un’influenza determinante sul modo in cui si percepisce la Realtà.

Neurological TrainiNg System

In cosa l’allenamento "Neurological Training System", differisce da tutto il resto? In parole semplici, brevi e chiare: sofisticazione. Mentre la maggior parte dei programmi di allenamento riguardano il fare “più” ripetizioni, serie, peso etc… aggiustando solo variabili come volume, velocità, durata, il NTS –Neurologial  Training System - richiede un progresso nella complessità degli esercizi: ogni protocollo sviluppa efficienza neuromuscolare, che ci  prepara per il prossimo livello. Il vostro sistema nervoso viene obbligato ad evolversi, a diventare più “furbo” e più efficiente mano a mano che si progredisce. In aggiunta a ciò, il cosiddetto “Effetto dell’allenamento complesso” – CTE in inglese, Complex training effect -, provvede ad un altro tocco magico. Il CTE indica che quando si uniscono dei semplici movimenti insieme, l’effetto sinergico è maggiore che non quando gli esercizi vengono eseguiti indipendentemente – come accade in tutte le palestre piene di macchine specifiche per il petto, gambe, braccia etc… Questo concetto della scuola russa detto “Componenti dell’apprendimento” dice che ogni movimento sia da “mattone” per il prossimo componente. Ciò permette durante l’allenamento ad alta prestazione di fare delle progressioni o regressioni per meglio settare il sistema nervoso autonomo sotto stress-sforzo. Sotto un certo livello, ipostress, non c’è adattamento. Sopra, distress, nemmeno. Solo se ci si allena nella zona detta Eustress, è possibile evolversi migliorando. Questa “miglioria” accade non nei muscoli ma nel metacircuito basale, cioè nel nostro cervello, e resta per sempre.

La scienza sottostante i protocolli  detti “strategical”, combina le influenze  di allenamento russo “Systema Zdorovye”, con la biomeccanica di Nikolay Bernstein (il padre della biomeccanica russa), che con la sua “Teoria dei componenti di apprendimento” ci porta con prudenza da movimenti semplici a prestazioni fisiche più evolute, sofisticate. Il sistema NTS, piuttosto che allenare in modo “funzionale” o “crossfit” rende funzionale al 100% il corpo poiché il sistema in questione stimola i percorsi neuromotori ed energetici che permettono alla macchina umana di rispondere alla crisi, conflitto e stress.
 
Nell’applicare i principi dell’aeronautica militare – che richiedono una comprensione dell’effettività in combattimento -  ai movimenti corporei, Bernstein ha evidenziato che il corpo si muove in modo molto più complesso di quello tridimensionale, poiché il corpo non si muove solo sui tre piani – triplanare - e nelle tre dimensioni, ma anche in “rotazione”! Ciò da vita ai “6 raggi di libertà del movimento” cioè i 3 raggi triplanari – ondeggiare avanti/indietro, sollevare alto/basso e oscillare destra/sinistra-, + i 3 raggi di rotazione – slancio su/giù, rotazione destra/sinistra e rotolamento orario/antiorario.
I protocolli “Strategici” coprono tutti questi raggi motori, non solo, ma ci permettono di lavorare contemporaneamente con una gamma di differenti livelli individuali allo stesso tempo, indifferentemente dal livello del praticante. L’intero gruppo può allenarsi insieme, dal combattente MMA fino all’atleta da “ufficio”, soltanto aggiustando il livello del protocollo. Nessun è lasciato per strada! E cosa ben più importante non si ha bisogno di attrezzi o macchinari. Tutto è fatto a corpo libero!


Noi non vogliamo solamente muoverci di “più”, più peso, più tempo, più frequenza, ma meglio, e per fare ciò si aumenta la sofisticazione del movimento. Più forte non sempre è sinonimo di meglio. Più veloce non è meglio.


Solo meglio è meglio!


Nell’aumentare il livello di sofisticazione, non solo si rende l’esercizio più interessante, ma si impara una nuova abilità motosensoriale! Si stimola il sistema nervoso ad evolvere: è il vostro cervello che diventa più potente! Ciò migliorerà non solo la vostra pratica ma anche la vostra vita.

Gli orari dei corsi

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  • Rossella Gerardini

    "Per me lo yoga è consapevolezza del momento presente, è fermarsi e meditare su me stessa, prendermi cura di me. Lo yoga ha migliorato la mia vita. Grazie Eduardo!”

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    "E’ il secondo anno che frequento i corsi di Yoga con Eduardo, non potevo avere migliore opportunità nella  mia vita!"

  • Massimiliano Vitali

    "Mi sono da poco avvicinato a questa disciplina ma ne resto sempre più affascinato grazie alla guida di Eduardo"

  • Ilaria Lazzaroni

    "Da quando mi sono avvicinata allo yoga ho percepito numerosi vantaggi, il principale comunque è stato quello di ridurre lo stress della vita di tutti i giorni...consigliatissimo"

  • Veronica Savoldi

    "Un’esperienza e un’esigenza fisico-mentale. Positiva, impagabile”

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